Duʿāʾ 11 Pentimento e perdono 2 min di lettura

Supplica per il perdono e la vittoria

I compagni devoti dei profeti (ribiyyūn) 3:147
Testo arabo

رَبَّنَا اغْفِرْ لَنَا ذُنُوبَنَا، وَإِسْرَافَنَا فِي أَمْرِنَا، وَثَبِّتْ أَقْدَامَنَا، وَانْصُرْنَا عَلَى الْقَوْمِ الْكَافِرِينَ.

رَبَّنَا اغْفِرْ لَنَا ذُنُوبَنَا وَإِسْرَافَنَا فِي أَمْرِنَا وَثَبِّتْ أَقْدَامَنَا وَانْصُرْنَا عَلَى الْقَوْمِ الْكَافِرِينَ

Il testo arabo è riportato secondo il Corano con i segni vocalici. آل عمران 3:147
Ascolta la dua 0:00 0:00
Voce
Traslitterazione Rabbanā ighfir lanā dhunūbanā wa-isrāfanā fī amrinā wa-thabbit aqdāmanā wa-nṣurnā ʿalā al-qawmi al-kāfirīn.
Traduzione del significato
Hamza Roberto PiccardoIT

Signore, perdona i nostri errori e gli eccessi che abbiamo commesso, rinsalda le nostre gambe e dacci la vittoria sugli infedeli.

Significato e particolarità

Forme verbali: «ighfir» (اغْفِرْ), «thabbit» (ثَبِّتْ) e «unṣur» (انْصُرْ). È la supplica dei compagni devoti dei profeti (ribiyyūn) durante le battaglie. Comprende il riconoscimento dei propri peccati e degli eccessi commessi, prima di chiedere la vittoria.

Commento e insegnamenti

Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī

Poi menzionò la loro invocazione e la richiesta di aiuto al loro Signore, dicendo: «E la loro invocazione, in quei momenti difficili, non fu altro che: “Signore nostro, perdona i nostri peccati e gli eccessi che abbiamo commesso”». L’eccesso consiste nel superare il limite fino a compiere ciò che è proibito. Essi sapevano che i peccati e gli eccessi sono tra le cause più importanti dell’abbandono [da parte di Allah] e che liberarsene è tra le cause della vittoria; perciò chiesero al loro Signore di perdonarli.

Inoltre, non si affidarono soltanto allo sforzo che avevano profuso nella perseveranza, ma riposero la loro fiducia in Allah e Gli chiesero di rendere saldi i loro piedi quando avessero affrontato i nemici miscredenti e di concedere loro la vittoria su di essi. Unirono così la perseveranza e l’abbandono del suo contrario, il pentimento e la richiesta di perdono, e la richiesta di aiuto al loro Signore. Perciò Allah li soccorse e fece sì che avessero il buon esito in questa vita e nell’Aldilà.

Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr

Non avevano altra invocazione abituale che questa: «Signore nostro, perdona i nostri peccati e gli eccessi che abbiamo commesso, rendi saldi i nostri piedi e concedici la vittoria sui miscredenti».

Tafsīr di al-Baghawī

Le parole di Allah: «E la loro invocazione» sono in funzione di predicato di «fu», mentre il nome di «fu» è la proposizione «che dissero». Il significato è: quando il loro profeta fu ucciso, la loro invocazione non fu altro che dire: «Signore nostro, perdona i nostri peccati», cioè le colpe minori, «e gli eccessi che abbiamo commesso», cioè le colpe maggiori; «rendi saldi i nostri piedi», affinché non vacillino; «e concedici la vittoria sui miscredenti». [È come se Allah dicesse:] Perché dunque non avete fatto e detto altrettanto, o compagni di Muhammad?

Ḥadīth a conferma

Nel «Ṣaḥīḥ al-Bukhārī» (n. 2824) è riportato il merito della fermezza in battaglia e dell’invocazione sincera ad Allah durante le prove più dure.

Etichette
  • #supplica
  • #perdono
  • #pentimento
  • #perseveranza
  • #vittoria
  • #ribiyyūn

Cerca tra le invocazioni

Cerca per tema, sura, traduzione, tafsīr o testo arabo. Puoi cercare in arabo: i segni vocalici non sono necessari.

↑ ↓ navigate · ↵ open · esc close Risultati →