Perdono e misericordia per i credenti
رَبَّنَا آمَنَّا، فَاغْفِرْ لَنَا، وَارْحَمْنَا، وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّاحِمِينَ.
رَبَّنَا آمَنَّا فَاغْفِرْ لَنَا وَارْحَمْنَا وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّاحِمِينَ
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Invero c’era una parte dei Miei servi che diceva: «Signore, noi crediamo: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi!».
Forma: i verbi «ighfir» (اغْفِرْ) e «irḥamnā» (ارْحَمْنَا). È l’invocazione dei credenti scherniti dai malvagi nella vita terrena, ma che hanno ottenuto il Paradiso eterno.
Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī
Poi menzionò la condizione che li aveva condotti al castigo e li aveva privati della misericordia, dicendo: «C’era una parte dei Miei servi che diceva: “Signore nostro, abbiamo creduto: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi”». Essi unirono la fede, che comporta le opere buone, all’invocazione rivolta al loro Signore affinché concedesse loro perdono e misericordia. Si appellarono alla Sua signoria e al favore che aveva concesso loro guidandoli alla fede, e riconobbero l’ampiezza della Sua misericordia e la portata della Sua benevolenza.
In ciò è implicito quanto attesta la loro sottomissione e umiltà, il loro affidarsi al Signore, il timore di Lui e la speranza in Lui.
Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr
Poi l’Altissimo ricordò loro i peccati commessi nella vita terrena e il modo in cui schernivano i Suoi servi credenti e i Suoi protetti, dicendo: «C’era una parte dei Miei servi che diceva: “Signore nostro, abbiamo creduto: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi”».
Tafsīr di al-Baghawī
«Invero» (inna): la lettera hāʾ in «innahu» è una particella di sostegno, chiamata anche «invisibile». «Una parte dei Miei servi»: si tratta dei credenti. «Diceva: “Signore nostro, abbiamo creduto: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi”».
Nel «Ṣaḥīḥ Muslim» (n. 2865) si riferisce della virtù dei poveri pazienti e dei credenti umili, che precederanno i ricchi nell’entrare in Paradiso.