Duʿāʾ 15 Sicurezza e sostentamento 4 min di lettura

La tavola imbandita dal cielo

Il profeta Gesù 5:114
Testo arabo

اللَّهُمَّ. رَبَّنَا أَنْزِلْ عَلَيْنَا مَائِدَةً مِنَ السَّمَاءِ تَكُونُ لَنَا عِيدًا لِأَوَّلِنَا، وَآخِرِنَا، وَآيَةً مِنْكَ، وَارْزُقْنَا، وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّازِقِينَ.

اللَّهُمَّ رَبَّنَا أَنْزِلْ عَلَيْنَا مَائِدَةً مِنَ السَّمَاءِ تَكُونُ لَنَا عِيدًا لِأَوَّلِنَا وَآخِرِنَا وَآيَةً مِنْكَ وَارْزُقْنَا وَأَنْتَ خَيْرُ الرَّازِقِينَ

Il testo arabo è riportato secondo il Corano con i segni vocalici. المائدة 5:114
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Voce
Traslitterazione Allāhumma Rabbanā, anzil ʿalaynā māʾidatan mina s-samāʾi takūnu lanā ʿīdan li-awwalinā wa-ākhirinā wa-āyatan minka, wa-rzuqnā wa-anta khayru r-rāziqīn.
Traduzione del significato
Hamza Roberto PiccardoIT

O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita che sia una festa per noi – per il primo di noi come per l’ultimo – e un segno da parte Tua. Provvedi a noi, Tu che sei il migliore dei sostentatori.

Significato e particolarità

La combinazione dell’invocazione «Allāhumma Rabbanā» (اللَّهُمَّ رَبَّنَا) con i verbi «anzil» (أَنْزِلْ, fa’ scendere) e «urzuqnā» (ارْزُقْنَا, provvedi a noi) esprime l’altissimo adab profetico di Gesù nel chiedere un segno e il sostentamento.

Commento e insegnamenti

Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī

Quando Gesù, pace su di lui, udì ciò e comprese il loro intento, accolse la loro richiesta e disse: «O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita che sia per noi una festa, per il primo di noi come per l’ultimo, e un segno da parte Tua». Ciò significa che il giorno della sua discesa sarebbe diventato una festa e un’occasione commemorativa, affinché quel grande segno fosse ricordato e preservato, senza essere dimenticato con il passare del tempo e il susseguirsi degli anni.

Allo stesso modo, Allah Altissimo ha fatto delle feste e dei riti dei musulmani un richiamo ai Suoi segni e un invito a ricordare le tradizioni dei Messaggeri, le loro rette vie, nonché il favore e la benevolenza che Allah ha concesso loro. «E provvedi a noi, Tu che sei il migliore dei sostentatori»: cioè, fa’ che essa sia per noi un sostentamento. Gesù, pace su di lui, chiese dunque che la tavola fosse fatta scendere e che servisse a questi due scopi: un beneficio religioso, essendo un segno permanente, e un beneficio terreno, essendo sostentamento.

Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr

«Gesù figlio di Maria disse: “O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita che sia una festa per noi, per il primo di noi come per l’ultimo”». As-Suddī disse: «Vuol dire che avremmo preso il giorno della sua discesa come una festa, che avremmo celebrato noi e coloro che sarebbero venuti dopo di noi». Sufyān ath-Thawrī disse: «Intendeva un giorno in cui avremmo pregato». Qatādah disse: «Volevano che fosse destinata ai loro discendenti dopo di loro».

Da Salmān al-Fārisī è riportato: «Un ammonimento per noi e per coloro che verranno dopo di noi». È stato anche detto: «Sufficiente per il primo di noi e per l’ultimo». «E un segno da parte Tua»: cioè, una prova che manifesti la Tua capacità su ogni cosa e il fatto che hai esaudito la mia invocazione, così che mi credano in ciò che riferisco loro da parte Tua. «E provvedi a noi»: ossia, concedici da parte Tua un sostentamento piacevole, senza fatica né sforzo. «Tu che sei il migliore dei sostentatori».

Tafsīr di al-Baghawī

«Gesù figlio di Maria disse» in quel momento: «O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita». Si dice che egli si fosse purificato, avesse indossato un mantello di lana ruvida, avesse pregato due rakʿah, chinato il capo, abbassato lo sguardo e pianto; poi disse: «O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita, che sia una festa per noi, per il primo di noi come per l’ultimo». Cioè, un beneficio da Allah per noi, una prova e una dimostrazione.

La parola «festa» indica il giorno della gioia; è chiamata così perché si ritorna dall’afflizione alla gioia. È inoltre il nome di ciò che si è soliti celebrare e che ritorna. I giorni della rottura del digiuno e del sacrificio sono chiamati feste perché ritornano ogni anno. As-Suddī disse: «Significa che avremmo preso come festa, per noi e per coloro che verranno dopo di noi, il giorno in cui la tavola fu fatta scendere, celebrandolo».

Sufyān disse: «Avremmo pregato in quel giorno». «Per il primo di noi» significa: per la gente del nostro tempo; «e per l’ultimo di noi» significa: per coloro che verranno dopo di noi. Ibn ʿAbbās disse: «Gli ultimi avrebbero mangiato da essa come avevano mangiato i primi». «E un segno da parte Tua»: una prova e una dimostrazione. «E provvedi a noi, Tu che sei il migliore dei sostentatori».

Ḥadīth a conferma

Nel Sunan di at-Tirmidhī (n. 3061) è riportata una narrazione che descrive la tavola fatta scendere dal cielo e la prova legata al fatto di nasconderla agli altri.

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