La fede e la testimonianza
وَإِذَا سَمِعُوا مَا أُنْزِلَ إِلَى الرَّسُولِ تَرَىٰ أَعْيُنَهُمْ تَفِيضُ مِنَ الدَّمْعِ مِمَّا عَرَفُوا مِنَ الْحَقِّ يَقُولُونَ. رَبَّنَا آمَنَّا، فَاكْتُبْنَا مَعَ الشَّاهِدِينَ، وَمَا لَنَا لَا نُؤْمِنُ بِاللَّهِ، وَمَا جَاءَنَا مِنَ الْحَقِّ، وَنَطْمَعُ، أَنْ يُدْخِلَنَا. رَبُّنَا مَعَ الْقَوْمِ الصَّالِحِينَ.
وَإِذَا سَمِعُوا مَا أُنْزِلَ إِلَى الرَّسُولِ تَرَىٰ أَعْيُنَهُمْ تَفِيضُ مِنَ الدَّمْعِ مِمَّا عَرَفُوا مِنَ الْحَقِّ يَقُولُونَ رَبَّنَا آمَنَّا فَاكْتُبْنَا مَعَ الشَّاهِدِينَ وَمَا لَنَا لَا نُؤْمِنُ بِاللَّهِ وَمَا جَاءَنَا مِنَ الْحَقِّ وَنَطْمَعُ أَنْ يُدْخِلَنَا رَبُّنَا مَعَ الْقَوْمِ الصَّالِحِينَ
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Quando sentono quello che è sceso sul Messaggero, vedrai i loro occhi versare lacrime per la verità che vi hanno riconosciuto. Dicono: «O nostro Signore, noi crediamo: annoveraci tra i testimoni ! Come potremmo non credere in Allah e in quella parte della verità che ci è giunta, quando bramiamo che il nostro Signore ci introduca in compagnia dei devoti?».
La forma è un imperativo: «faktubnā» (اُكْتُبْنَا), «annoveraci». È la supplica dei giusti, come il sovrano d’Etiopia an-Najashi e i suoi dignitari, che piansero ascoltando il Corano e abbracciarono l’Islam.
Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī
Quando ascoltarono ciò che era stato rivelato al Messaggero Muhammad, questo ebbe effetto nei loro cuori, che si umiliarono davanti ad esso, e i loro occhi traboccarono di lacrime per la verità che avevano udito e della quale erano certi. Per questo credettero e la riconobbero, dicendo: «O nostro Signore, abbiamo creduto: annoveraci tra i testimoni», cioè tra la comunità di Muhammad, che testimonia l’unicità di Allah e la missione dei Suoi messaggeri, nonché la veridicità di ciò che essi hanno portato; e testimonia, riguardo alle comunità precedenti, chi ha creduto e chi ha negato.
Sono testimoni giusti e la loro testimonianza è accolta, come Allah, l’Altissimo, ha detto: «E così abbiamo fatto di voi una comunità mediana, affinché siate testimoni nei confronti degli uomini e il Messaggero sia testimone nei vostri confronti».
È come se fossero stati rimproverati per aver creduto e per essersi affrettati a farlo. Dissero dunque: «E che cosa ci impedisce di credere in Allah e nella verità che ci è giunta, mentre speriamo che il nostro Signore ci faccia entrare insieme alla gente retta?». Cioè: che cosa ci impedisce di credere in Allah, quando la verità ci è giunta dal nostro Signore, senza che vi sia spazio per dubbio o incertezza? Se crediamo e seguiamo la verità, speriamo che Allah ci faccia entrare in Paradiso insieme alla gente retta.
Quale impedimento potrebbe trattenerci? Non è forse tutto questo una ragione per affrettarsi, sottomettersi alla fede e non restarne indietro?
Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr
Poi li descrive come sottomessi alla verità, intenti a seguirla e imparziali, dicendo: «Quando ascoltano ciò che è stato rivelato al Messaggero, vedi i loro occhi traboccare di lacrime per la verità che hanno riconosciuto». Cioè, per ciò che era stato loro annunciato riguardo alla missione di Muhammad, Allah lo benedica e gli conceda la pace. «Dicono: “O nostro Signore, abbiamo creduto: annoveraci tra i testimoni”»: cioè insieme a coloro che attestano la veridicità di ciò e vi credono.
An-Nasa’i ha tramandato da ʿAmr ibn ʿAli al-Fallas, da ʿUmar ibn ʿAli ibn Muqaddam, da Hisham ibn ʿUrwa, da suo padre, da ʿAbd Allah ibn az-Zubayr, che questo versetto fu rivelato riguardo ad an-Najashi e ai suoi compagni: «Quando ascoltano ciò che è stato rivelato al Messaggero, vedi i loro occhi traboccare di lacrime per la verità che hanno riconosciuto. Dicono: “O nostro Signore, abbiamo creduto: annoveraci tra i testimoni”».
At-Tabarani ha detto: ci ha narrato Abu Shubayl ʿUbayd Allah ibn ʿAbd ar-Rahman ibn Waqid, che disse: ci ha narrato mio padre, che disse: ci ha narrato al-ʿAbbas ibn al-Fadl, da ʿAbd al-Jabbar ibn Nafiʿ ad-Dabbi, da Qatada e Jaʿfar ibn Iyas, da Saʿid ibn Jubayr, da Ibn ʿAbbas, riguardo alle parole di Allah: «Quando ascoltano ciò che è stato rivelato al Messaggero, vedi i loro occhi traboccare di lacrime». Disse: erano contadini, cioè agricoltori, giunti dall’Abissinia insieme a Jaʿfar ibn Abi Talib. Quando il Messaggero di Allah recitò loro il Corano, credettero e i loro occhi traboccarono di lacrime.
Il Messaggero di Allah disse: «Forse, quando tornerete nella vostra terra, tornerete alla vostra religione». Risposero: «Non abbandoneremo la nostra religione». E Allah rivelò queste parole a loro riguardo.
Ibn Abi Hatim, Ibn Mardawayh e al-Hakim nel suo Mustadrak hanno tramandato, attraverso Simak, da ʿIkrima, da Ibn ʿAbbas, a proposito delle parole: «Annoveraci tra i testimoni», che significa: insieme a Muhammad, Allah lo benedica e gli conceda la pace. La sua comunità è quella dei testimoni: testimonia che il suo Profeta ha trasmesso il messaggio e che anche i messaggeri lo hanno trasmesso. Al-Hakim disse: «La catena dei trasmettitori è autentica, sebbene al-Bukhari e Muslim non l’abbiano riportata». Che Allah sia soddisfatto di entrambi.
Allah, l’Altissimo, dice: «E che cosa ci impedisce di credere in Allah e nella verità che ci è giunta, mentre speriamo che il nostro Signore ci faccia entrare insieme alla gente retta?». Questo gruppo di cristiani è quello menzionato nelle parole: «Tra la gente del Libro, alcuni credono in Allah, in ciò che è stato fatto scendere su di voi e in ciò che è stato fatto scendere su di loro; sono umili davanti ad Allah»; e anche in queste parole: «Coloro ai quali abbiamo dato il Libro prima di esso credono in esso. Quando viene recitato loro, dicono: “Crediamo in esso: è la verità che viene dal nostro Signore.
Già prima di esso eravamo musulmani”. A loro sarà data la ricompensa due volte, perché sono stati perseveranti; respingono il male con il bene e donano parte di ciò che abbiamo loro concesso. Quando sentono discorsi vani, se ne allontanano e dicono: “A noi le nostre opere e a voi le vostre. La pace sia su di voi; non cerchiamo gli ignoranti”».
Allah, l’Altissimo, dice inoltre: «Non barattano i segni di Allah per un prezzo vile. Essi avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. In verità, Allah è rapido nel fare i conti» (Corano, 3:199; 28:52-55).
Tafsīr di al-Baghawī
«E che cosa ci impedisce di credere in Allah e nella verità che ci è giunta?» Gli ebrei li avevano rimproverati, dicendo: «Perché avete creduto?». Essi risposero con queste parole.
«E speriamo che il nostro Signore ci faccia entrare insieme alla gente retta», cioè nella comunità di Muhammad, Allah lo benedica e gli conceda la pace. A ciò si riferiscono le parole: «La terra sarà ereditata dai Miei servi retti» (Corano, 21:105).
«Quando ascoltano ciò che è stato rivelato al Messaggero», cioè Muhammad, «vedi i loro occhi traboccare»: scorrere, «di lacrime per la verità che hanno riconosciuto». Secondo una trasmissione di ʿAta’, Ibn ʿAbbas, che Allah sia soddisfatto di entrambi, disse che si intendono an-Najashi e i suoi compagni. In Abissinia, Jaʿfar recitò loro la sura «Kāf Hā Yā ʿAyn Ṣād»; essi continuarono a piangere finché Jaʿfar non ebbe terminato la recitazione.
«Dicono: “O nostro Signore, abbiamo creduto: annoveraci tra i testimoni”», cioè insieme alla comunità di Muhammad. A riprova vi è la parola di Allah, l’Altissimo: «Affinché siate testimoni nei confronti degli uomini» (Corano, 2:143).
In «Sahih al-Bukhari» (n. 3877) è tramandato che, quando an-Najashi morì, il Profeta Muhammad annunciò la sua morte e celebrò per lui la preghiera funebre in absentia (janaza).