La supplica della moglie del Faraone
رَبِّ ابْنِ لِي عِنْدَكَ بَيْتًا فِي الْجَنَّةِ، وَنَجِّنِي مِنْ فِرْعَوْنَ، وَعَمَلِهِ، وَنَجِّنِي مِنَ الْقَوْمِ الظَّالِمِينَ.
رَبِّ ابْنِ لِي عِنْدَكَ بَيْتًا فِي الْجَنَّةِ وَنَجِّنِي مِنْ فِرْعَوْنَ وَعَمَلِهِ وَنَجِّنِي مِنَ الْقَوْمِ الظَّالِمِينَ
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Allah ha proposto ai credenti l’esempio della moglie di Faraone , quando invocò: «Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle sue opere. Salvami dagli ingiusti».
Forme: i verbi «ibni lī» (costruiscimi) e «najjinī» (salvami). È l’esempio della donna di grandissima statura spirituale, che pose la vicinanza a Dio in Paradiso al di sopra di tutti i tesori d’Egitto.
Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī
Allah propose ai credenti l’esempio della moglie del Faraone, Āsiya bint Muzāḥim — che Allah sia compiaciuto di lei — quando disse: «Signore, costruiscimi presso di Te una casa nel Paradiso e salvami dal Faraone e dalle sue opere; salvami dalla gente ingiusta». Allah la descrive come credente, supplice e devota al suo Signore, al quale chiese le cose più sublimi: entrare in Paradiso e dimorare accanto al Signore Generoso. Gli chiese inoltre di salvarla dalla prova del Faraone e dalle sue opere malvagie, e dalla prova di ogni oppressore.
Allah esaudì la sua supplica: visse nella fede perfetta, nella piena fermezza e al sicuro dalle tentazioni. Per questo il Profeta — che Allah lo benedica e gli conceda la pace — disse: «Molti uomini raggiunsero la perfezione, ma tra le donne la raggiunsero soltanto Maryam, figlia di ʿImrān, Āsiya bint Muzāḥim e Khadīja bint Khuwaylid. E la superiorità di ʿĀʾisha sulle altre donne è come la superiorità del tharīd [un piatto di carne e pane] sugli altri cibi».
Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr
Questo è un esempio che Allah propone ai credenti: la frequentazione dei miscredenti non nuoce loro quando sono costretti ad avervi a che fare, come dice l’Altissimo: «I credenti non prendano i miscredenti come alleati al posto dei credenti. Chi lo fa non ha alcun legame con Allah, a meno che non lo faccia per proteggersi da loro» (Āl ʿImrān, 3:28). Qatāda disse: «Il Faraone era il più tirannico e il più lontano dalla verità tra gli uomini della terra. Eppure, per Allah, la miscredenza di suo marito non nuocque a sua moglie, poiché ella obbedì al suo Signore.
Questo affinché sappiate che Allah è Giusto e non ritiene responsabile nessuno se non per il proprio peccato».
Ibn Jarīr riferì: Ismāʿīl ibn Ḥafṣ al-Abalī ci ha narrato, Muḥammad ibn Jaʿfar ci ha narrato, da Sulaymān at-Taymī, da Abū ʿUthmān an-Nahdī, da Salmān, che disse: «La moglie del Faraone veniva torturata sotto il sole. Quando quelli si allontanavano da lei, gli angeli la riparavano con le loro ali, ed ella vedeva la sua casa in Paradiso». Poi riportò la stessa tradizione da Muḥammad ibn ʿUbayd al-Muḥāribī, da Asbāṭ ibn Muḥammad, da Sulaymān at-Taymī, con la medesima catena di trasmissione.
Ibn Jarīr disse inoltre: Yaʿqūb ibn Ibrāhīm mi ha narrato, Ibn ʿUlayya ci ha narrato, da Hishām ad-Dastawāʾī, da al-Qāsim ibn Abī Bazza, che disse: «La moglie del Faraone chiedeva: “Chi ha prevalso?”. Le rispondevano: “Hanno prevalso Mūsā e Hārūn”. Allora diceva: “Credo nel Signore di Mūsā e Hārūn”. Il Faraone la mandò a chiamare e disse: “Cercate la roccia più grande che riuscite a trovare.
Se rimane fedele a ciò che ha detto, gettategliela addosso; se invece rinnega, resterà mia moglie”. Quando andarono da lei, sollevò lo sguardo al cielo e vide la sua casa in Paradiso. Rimase ferma nella sua dichiarazione, la sua anima fu presa e la roccia venne gettata su un corpo ormai privo di vita».
Quanto alle sue parole: «Signore, costruiscimi presso di Te una casa nel Paradiso», gli studiosi dissero: «Scelse prima il Vicino e poi la dimora». Qualcosa di simile è riportato anche in un ḥadīth attribuito al Profeta. «E salvami dal Faraone e dalle sue opere»: cioè, liberami da lui, perché io rinnego le sue opere. «E salvami dalla gente ingiusta»: questa donna era Āsiya bint Muzāḥim — che Allah sia compiaciuto di lei.
Abū Jaʿfar ar-Rāzī riferì, da ar-Rabīʿ ibn Anas, da Abū al-ʿĀliya, che disse: «La fede della moglie del Faraone ebbe origine dalla fede della moglie del tesoriere del Faraone. Quest’ultima era seduta mentre pettinava la figlia del Faraone, quando il pettine le cadde di mano. Disse: “Perisca chi non crede in Allah!”. La figlia del Faraone le chiese: “Hai forse un signore diverso da mio padre?”.
Lei rispose: “Il mio Signore, il signore di tuo padre e il Signore di ogni cosa è Allah”. La figlia del Faraone la schiaffeggiò e la colpì, poi lo riferì a suo padre. Il Faraone la fece chiamare e le chiese: “Adori forse un signore diverso da me?”. Lei rispose: “Sì: il mio Signore, il tuo Signore e il Signore di ogni cosa è Allah, ed è Lui che adoro”.
Il Faraone la torturò: fece conficcare dei pali, le legò mani e piedi e le mandò addosso dei serpenti. Rimase così per un certo tempo. Un giorno il Faraone andò da lei e le chiese: “Non la smetterai?”. Lei rispose: “Il mio Signore, il tuo Signore e il Signore di ogni cosa è Allah”.
Egli le disse: “Se non smetti, ti ucciderò tuo figlio davanti a te”. Lei rispose: “Fa’ pure ciò che hai deciso”. Il Faraone le uccise il figlio davanti agli occhi, ma l’anima del figlio le diede una buona notizia, dicendole: “Rallegrati, madre mia: presso Allah ti attende una tale ricompensa”. Lei sopportò con pazienza.
Un altro giorno il Faraone tornò da lei e le disse la stessa cosa, e lei gli rispose allo stesso modo. Egli uccise davanti a lei anche il secondo figlio, e anche la sua anima le diede una buona notizia, dicendole: “Abbi pazienza, madre mia: presso Allah ti attende una tale ricompensa”.
La moglie del Faraone udì le parole dell’anima del primo figlio e poi di quella del secondo, e credette. Allah prese l’anima della moglie del tesoriere del Faraone e mostrò alla moglie del Faraone il suo abito, la sua dimora e il suo onore in Paradiso. Ella li vide, e la sua fede, la sua certezza e la sua convinzione aumentarono. Il Faraone venne a sapere della sua fede e chiese ai notabili: “Che cosa sapete di Āsiya bint Muzāḥim?”.
Essi parlarono bene di lei. Allora disse loro: “Adora qualcuno diverso da me”. Risposero: “Uccidila”. Furono conficcati dei pali e le furono legati mani e piedi. Āsiya invocò il suo Signore dicendo: «Signore, costruiscimi presso di Te una casa nel Paradiso» (66:11).
Proprio allora il Faraone si presentò da lei, e lei sorrise quando vide la sua casa in Paradiso. Il Faraone disse: “Non vi meraviglia la sua follia? La stiamo torturando e lei ride!”. Allah prese la sua anima. Che Allah sia compiaciuto di lei.
Tafsīr di al-Baghawī
Poi Allah spiegò che la disobbedienza altrui non nuoce a chi Gli obbedisce. Disse: «Allah propone ai credenti l’esempio della moglie del Faraone», cioè Āsiya bint Muzāḥim. I commentatori dissero: quando Mūsā sconfisse i maghi, la moglie del Faraone credette. Quando il Faraone si rese conto che ella aveva abbracciato l’Islām, fece conficcare quattro pali alle sue mani e ai suoi piedi e la espose al sole.
Salmān disse: «La moglie del Faraone veniva torturata sotto il sole e, quando quelli si allontanavano da lei, gli angeli la riparavano».
«Quando disse: “Signore, costruiscimi presso di Te una casa nel Paradiso”»: Allah le mostrò la sua casa in Paradiso, così che potesse vederla. Secondo il racconto, il Faraone ordinò che le fosse scagliata addosso una grande roccia. Quando gliela portarono, lei disse: «Signore, costruiscimi presso di Te una casa nel Paradiso»; allora vide la sua casa in Paradiso, fatta di perla bianca. La sua anima fu presa e la roccia venne gettata su un corpo privo di vita, senza che lei sentisse dolore.
Al-Ḥasan e Ibn Kaysān dissero: «Allah elevò la moglie del Faraone in Paradiso, dove mangia e beve».
«E salvami dal Faraone e dalle sue opere»: Muqātil disse che «le sue opere» significa la sua miscredenza. Abū Ṣāliḥ riferì da Ibn ʿAbbās che «le sue opere» significa i suoi rapporti sessuali. «E salvami dalla gente ingiusta», cioè dai miscredenti.
In Ṣaḥīḥ al-Bukhārī (n. 3411) è riportato dal Profeta: «Molti uomini raggiunsero la perfezione, ma tra le donne la raggiunsero soltanto Maryam, figlia di ʿImrān, e Āsiya, moglie del Faraone».