Duʿāʾ 57 Protezione dal male 9 min di lettura

Affidarsi ad Allah e chiedere perdono

I credenti che seguono l’esempio di Abramo 60:4–5
Testo arabo

رَبَّنَا عَلَيْكَ تَوَكَّلْنَا، وَإِلَيْكَ أَنَبْنَا، وَإِلَيْكَ الْمَصِيرُ. رَبَّنَا لَا تَجْعَلْنَا فِتْنَةً لِلَّذِينَ كَفَرُوا، وَاغْفِرْ لَنَا. رَبَّنَا، إِنَّكَ أَنْتَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ.

رَبَّنَا عَلَيْكَ تَوَكَّلْنَا وَإِلَيْكَ أَنَبْنَا وَإِلَيْكَ الْمَصِيرُ رَبَّنَا لَا تَجْعَلْنَا فِتْنَةً لِلَّذِينَ كَفَرُوا وَاغْفِرْ لَنَا رَبَّنَا إِنَّكَ أَنْتَ الْعَزِيزُ الْحَكِيمُ

Il testo arabo è riportato secondo il Corano con i segni vocalici. الممتحنة 60:4–5
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Traslitterazione Rabbanā ʿalayka tawakkalnā wa-ilayka anabnā wa-ilayka al-maṣīr. Rabbanā lā tajʿalnā fitnatan lilladhīna kafarū wa-ghfir lanā rabbanā innaka anta al-ʿazīzu al-ḥakīm.
Traduzione del significato
Hamza Roberto PiccardoIT

Avete avuto un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero alla loro gente: «Noi ci dissociamo da voi e da quel che adorate all’infuori di Allah: vi rinneghiamo. Tra noi e voi sono sorti inimicizia e odio [che continueranno] ininterrotti, finché non crederete in Allah, l’Unico», eccezion fatta per quanto Abramo disse a suo padre : «Implorerò perdono per te, anche se è certo che non ho alcun potere in tuo favore presso Allah!». – «Signore a Te ci affidiamo, a Te ci volgiamo pentiti e verso di Te è il divenire. Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti e perdonaci, o Signore! Tu sei l’Eccelso, il Saggio.»

Significato e particolarità

Forme di affidamento (tawakkul) e di ritorno pentito ad Allah (inābah), seguite dalla supplica «non fare di noi una tentazione» e dalla richiesta di perdono.

Commento e insegnamenti

Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī

O comunità dei credenti, avete un bell’esempio, cioè un modello retto da seguire e un’imitazione che vi giova, in Abramo e in coloro che erano con lui tra i credenti, poiché vi è stato ordinato di seguire la religione di Abramo, incline alla verità. Questo esempio si manifesta quando dissero alla loro gente: «Noi siamo estranei a voi e a ciò che adorate all’infuori di Allah», cioè quando Abramo, pace su di lui, e i credenti che erano con lui si dissociarono dalla loro gente politeista e da ciò che adoravano all’infuori di Allah. Poi dichiararono apertamente la loro inimicizia, dicendo: «Rinneghiamo voi».

E apparve, cioè si manifestò chiaramente, «tra noi e voi inimicizia e odio»: l’odio nei cuori e la scomparsa dell’affetto, e l’inimicizia nei rapporti. Questa inimicizia e questo odio non hanno un termine né un limite: dureranno «per sempre», finché persisterete nella vostra miscredenza, «finché non crediate in Allah, l’Unico». Quando crederete soltanto in Allah, l’inimicizia e l’odio scompariranno e si trasformeranno in affetto e alleanza.

O credenti, avete dunque un esempio in Abramo e in coloro che erano con lui nel sostenere la fede e l’unicità di Allah, nel rispettarne gli obblighi e le implicazioni, e in ogni atto di adorazione rivolto esclusivamente ad Allah.

Fa eccezione un solo aspetto: «le parole di Abramo a suo padre», Āzar, il politeista, miscredente e ostinato, quando lo invitò alla fede e all’unicità di Allah e questi rifiutò. Abramo disse: «Implorerò certamente perdono per te», pur sapendo di non poter ottenere per lui alcunché da Allah. Ma supplicherò il mio Signore, nella speranza di non essere deluso quando Lo invoco. Non vi è quindi consentito seguire Abramo in questa circostanza, nella quale invocò Allah per un politeista; non potete supplicare per i politeisti dicendo che così seguite la religione di Abramo.

Allah ha spiegato la ragione del comportamento di Abramo dicendo: «L’implorazione di perdono di Abramo per suo padre non fu che per una promessa che gli aveva fatto; quando poi gli fu chiaro che era nemico di Allah, si dissociò da lui. In verità Abramo era compassionevole e indulgente» (Corano 9:114). Avete invece un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui quando invocarono Allah, confidando in Lui e tornando a Lui pentiti, e riconobbero la propria impotenza e le proprie mancanze.

Dissero: «Signore, in Te riponiamo la nostra fiducia», cioè ci affidiamo a Te per ottenere ciò che ci giova e allontanare ciò che ci nuoce, e confidiamo in Te, nostro Signore. «A Te ci volgiamo pentiti»: siamo tornati all’obbedienza a Te, a ciò che Ti compiace e a tutto ciò che ci avvicina a Te; ci impegniamo in questo e ci sforziamo di compiere il bene. Sappiamo che a Te faremo ritorno e ci prepariamo quindi a comparire davanti a Te, compiendo ciò che ci avvicina alla Tua benevolenza.

«Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti»: non lasciare che, a causa dei nostri peccati, essi prevalgano su di noi, ci mettano alla prova e ci impediscano di adempiere agli aspetti della fede che sono in loro potere di ostacolare. Essi stessi, inoltre, sarebbero messi alla prova: se ci vedessero sconfitti, penserebbero di essere nel giusto e noi nel falso, e accrescerebbero così la loro miscredenza e la loro ribellione. «E perdonaci» per i peccati e le colpe che abbiamo commesso e per le mancanze nell’adempiere ciò che ci è stato comandato.

«Signore, Tu sei l’Eccelso», che soggioga ogni cosa, «il Saggio», che dispone ogni cosa al posto che le spetta. Grazie alla Tua potenza e alla Tua sapienza, sostienici contro i nostri nemici, perdona i nostri peccati e correggi i nostri difetti.

Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr

«Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti». Mujāhid disse: significa: non farci punire per mano loro né infliggerci una punizione da parte Tua, così che dicano: “Se costoro fossero stati nel giusto, non sarebbe capitato loro questo”. Anche al-Ḍaḥḥāk disse lo stesso. Qatādah disse: non farli prevalere su di noi, perché così sarebbero messi alla prova e crederebbero di averci sconfitto perché seguono la verità.

Questa interpretazione fu scelta da Ibn Jarīr. ʿAlī ibn Abī Ṭalḥah riferì da Ibn ʿAbbās: «Non lasciare che prevalgano su di noi e ci mettano alla prova».

«E perdonaci, Signore; Tu sei l’Eccelso, il Saggio»: copri i nostri peccati agli occhi degli altri e condonali nel rapporto tra noi e Te. «Tu sei l’Eccelso», al quale non viene fatto torto a chi cerca rifugio sotto la Sua protezione, «il Saggio» nelle Sue parole, nelle Sue azioni, nella Sua Legge e nel Suo decreto.

L’Altissimo si rivolge ai Suoi servi credenti, ai quali ha ordinato di separarsi dai miscredenti, di esserne nemici, di prendere le distanze da loro e di dissociarsene: «Avete avuto un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui», cioè nei suoi seguaci che credettero insieme a lui, «quando dissero alla loro gente: “Noi siamo estranei a voi”», cioè ci dissociamo da voi, «e da ciò che adorate all’infuori di Allah; rinneghiamo voi», cioè la vostra religione e il vostro modo di agire.

«E tra noi e voi sono apparsi inimicizia e odio per sempre»: l’inimicizia e l’odio sono iniziati da ora tra noi e voi; finché resterete miscredenti, noi ci dissoceremo sempre da voi e vi detesteremo, «finché non crediate in Allah, l’Unico», cioè finché non affermerete l’unicità di Allah e non adorerete Lui solo, senza associarGli alcunché, abbandonando le divinità e gli idoli che adorate insieme a Lui.

«Eccetto le parole di Abramo a suo padre: “Implorerò certamente perdono per te”». Avete in Abramo e nella sua gente un esempio da seguire, tranne che nell’implorazione di perdono di Abramo per suo padre: egli lo fece soltanto in virtù di una promessa che gli aveva fatto; quando poi gli fu chiaro che era nemico di Allah, si dissociò da lui. Alcuni credenti invocavano il perdono per i loro padri morti nella miscredenza e dicevano: “Abramo implorava il perdono per suo padre”.

Allora Allah, Potente ed Eccelso, rivelò: «Il Profeta e coloro che credono non devono implorare perdono per i politeisti, anche se fossero loro parenti, dopo che è stato chiaro che sono destinati al Fuoco»; e: «L’implorazione di perdono di Abramo per suo padre non fu che per una promessa che gli aveva fatto; quando poi gli fu chiaro che era nemico di Allah, si dissociò da lui. In verità Abramo era compassionevole e indulgente» (Corano 9:113–114).

In questo nobile versetto Allah dice: «Avete avuto un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui», fino alle parole: «Eccetto le parole di Abramo a suo padre: “Implorerò certamente perdono per te”, benché io non possa ottenere per te alcunché da Allah». Ciò significa che non avete in questo un esempio da seguire, ossia nell’implorare perdono per i politeisti. Così dissero Ibn ʿAbbās, Mujāhid, Qatādah, Muqātil, al-Ḍaḥḥāk e altri.

Poi l’Altissimo riferisce le parole di Abramo e di coloro che erano con lui, quando si separarono dalla loro gente, se ne dissociarono, si rifugiarono in Allah e Lo supplicarono con umiltà: «Signore, in Te riponiamo la nostra fiducia, a Te ci volgiamo pentiti e a Te è il ritorno», cioè confidiamo in Te in ogni cosa, Ti affidiamo e rimettiamo nelle Tue mani tutti i nostri affari. «E a Te è il ritorno»: il ritorno nella dimora dell’Aldilà.

Tafsīr di al-Baghawī

«Avete avuto un modello»: un esempio da seguire. «Un bell’esempio in Abramo e in coloro che erano con lui», tra i credenti, «quando dissero alla loro gente», composta da politeisti: «Noi siamo estranei a voi»; «e a ciò che adorate all’infuori di Allah; rinneghiamo voi», cioè rifiutiamo e ripudiamo la vostra religione. «E tra noi e voi sono apparsi inimicizia e odio per sempre, finché non crediate in Allah, l’Unico»: ordina a Ḥāṭib e ai credenti di seguire l’esempio di Abramo, pace su di lui, e dei credenti che erano con lui, dissociandosi dai politeisti.

«Eccetto le parole di Abramo a suo padre: “Implorerò certamente perdono per te”»: avete un bell’esempio in Abramo e nelle sue azioni, tranne che nell’aver implorato perdono per suo padre politeista. Abramo, pace su di lui, aveva detto a suo padre: «Implorerò certamente perdono per te», poi si dissociò da lui, come abbiamo riferito nella sūra al-Tawba. «E non ho alcun potere di fare nulla per te contro Allah»: Abramo disse a suo padre: non posso esserti di alcun giovamento né proteggerti dal castigo di Allah se Gli disobbedisci e Gli associ altri.

«Signore, in Te riponiamo la nostra fiducia»: queste sono le parole di Abramo e dei credenti che erano con lui. «A Te ci volgiamo pentiti e a Te è il ritorno».

«Signore, non fare di noi una tentazione per i miscredenti». Al-Zajjāj disse: significa: non farli prevalere su di noi, così che pensino di essere nel giusto e siano messi alla prova. Mujāhid disse: non farci punire per mano loro né infliggerci una punizione da parte Tua, così che dicano: “Se costoro fossero stati nel giusto, non sarebbe capitato loro questo”. «E perdonaci, Signore; Tu sei l’Eccelso, il Saggio».

Ḥadīth a conferma

Nel Ṣaḥīḥ al-Bukhārī (n. 4519) è riportato un riferimento all’esempio di Abramo nel riporre la fiducia nel Creatore.

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