Duʿāʾ 49 Guarigione e afflizione 7 min di lettura

Lode per la fine della tristezza

I credenti nel Paradiso 35:34–35
Testo arabo

الْحَمْدُ لِلَّهِ الَّذِي أَذْهَبَ عَنَّا الْحَزَنَ، إِنَّ. رَبَّنَا لَغَفُورٌ شَكُورٌ الَّذِي أَحَلَّنَا دَارَ الْمُقَامَةِ مِنْ، فَضْلِهِ لَا يَمَسُّنَا فِيهَا نَصَبٌ، وَلَا يَمَسُّنَا فِيهَا لُغُوبٌ.

الْحَمْدُ لِلَّهِ الَّذِي أَذْهَبَ عَنَّا الْحَزَنَ إِنَّ رَبَّنَا لَغَفُورٌ شَكُورٌ الَّذِي أَحَلَّنَا دَارَ الْمُقَامَةِ مِنْ فَضْلِهِ لَا يَمَسُّنَا فِيهَا نَصَبٌ وَلَا يَمَسُّنَا فِيهَا لُغُوبٌ

Il testo arabo è riportato secondo il Corano con i segni vocalici. فاطر 35:34–35
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Voce
Traslitterazione Al-ḥamdu li-llāhi alladhī adh-haba ʿannā al-ḥazana, inna rabbanā la-ghafūrun shakūrun, alladhī aḥallanā dāra al-muqāmati min faḍlihi, lā yamassunā fīhā naṣabun wa-lā yamassunā fīhā lughūbun.
Traduzione del significato
Hamza Roberto PiccardoIT

Sia lodato Allah Che ha allontanato da noi la tristezza. In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente. È Colui Che ci ha introdotti per grazia Sua nella Dimora della quiete, in cui non ci affliggerà nessuna fatica o stanchezza.

Significato e particolarità

Forma: lode e gratitudine nella supplica (ḥamd) dei giusti al loro ingresso nei Giardini del Paradiso.

Commento e insegnamenti

Tafsīr dello sceicco ʿAbd al-Raḥmān al-Saʿdī

(«Colui che ci ha introdotti») cioè: ci ha fatti entrare per stabilirci e dimorare, non per un soggiorno temporaneo o di passaggio. («Nella Dimora della dimora stabile») cioè nella dimora in cui si risiede per sempre e nella quale si desidera dimorare, per l’abbondanza dei suoi beni, il susseguirsi delle gioie e la scomparsa di ogni turbamento. Questo ingresso («per Sua grazia») è dovuto alla Sua generosità verso di noi, non alle nostre opere: se non fosse stato per la Sua grazia, non saremmo giunti a ciò a cui siamo giunti.

(«Né ci toccherà in essa alcuna fatica, né ci toccherà in essa alcuna stanchezza») cioè non vi sarà fatica per il corpo, il cuore o le facoltà, né per il godimento dei numerosi piaceri. Questo indica che Allah l’Altissimo darà ai loro corpi una condizione perfetta e predisporrà per loro cause di riposo permanente, così che non siano mai toccati da fatica o stanchezza, né da preoccupazione o tristezza.

Indica inoltre che gli abitanti del Paradiso non dormiranno: il sonno serve a far cessare la fatica e a ottenere riposo, mentre per gli abitanti del Paradiso non sarà così; inoltre, il sonno è una morte minore, e gli abitanti del Paradiso non moriranno. Possa Allah annoverarci tra loro, per la Sua benevolenza e generosità.

Quando la loro beatitudine sarà completa e il loro piacere perfetto, («diranno: “Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza”»). Ciò comprende ogni forma di tristezza: non proveranno tristezza per una diminuzione della loro bellezza, del loro cibo o delle loro bevande, dei loro piaceri, dei loro corpi o della durata del loro soggiorno. Vivranno in una beatitudine di cui non vedranno alcun accrescimento e che continuerà ad aumentare per tutta l’eternità.

(«In verità il nostro Signore è perdonatore») perché ci ha perdonato le nostre mancanze; («riconoscente») perché ha accolto le nostre buone opere, le ha moltiplicate e ci ha concesso, per Sua grazia, ciò che le nostre opere e i nostri desideri non potevano raggiungere. Con il Suo perdono sono stati salvati da tutto ciò che è detestabile e temuto; con la Sua gratitudine e la Sua grazia hanno ottenuto tutto ciò che desideravano e amavano.

Tafsīr dell’imām Ibn Kathīr

(«Diranno: “Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza”»): vale a dire il timore di ciò che è temuto; Egli l’ha rimosso da noi e ci ha liberati da ciò che temevamo e da cui ci guardavamo, tra le preoccupazioni della vita terrena e dell’Aldilà. ʿAbd al-Raḥmān ibn Zayd ibn Aslam riferì da suo padre, da Ibn ʿUmar, che il Messaggero di Allah — Allah lo benedica e gli conceda la pace — disse: «Coloro che professano “Non c’è divinità all’infuori di Allah” non avranno solitudine nelle loro tombe né al momento della resurrezione.

Mi sembra di vedere quelli che professano “Non c’è divinità all’infuori di Allah” mentre si scrollano la polvere dalla testa e dicono: “Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza”». Ibn Abī Ḥātim lo ha trasmesso da lui.

Al-Ṭabarānī disse: «Jaʿfar ibn Muḥammad al-Firyābī ci ha narrato; Yaḥyā ibn Mūsā al-Marwazī ci ha narrato; Sulaymān ibn ʿAbd Allāh ibn Wahb al-Kūfī ci ha narrato, da ʿAbd al-ʿAzīz ibn Ḥakīm, da Ibn ʿUmar», che il Messaggero di Allah — Allah lo benedica e gli conceda la pace — disse: «Coloro che professano “Non c’è divinità all’infuori di Allah” non avranno solitudine nella morte, nelle tombe né al momento della resurrezione. È come se li vedessi, al Grido, mentre si scrollano la polvere dalla testa e dicono: “Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza.

In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente”». Ibn ʿAbbās e altri dissero: «Egli ha perdonato loro i numerosi peccati e ha riconosciuto loro le poche buone opere».

(«Colui che ci ha introdotti nella Dimora della dimora stabile per Sua grazia»): diranno che Egli ha concesso loro questa posizione e questo soggiorno per Sua grazia, benevolenza e misericordia; le loro opere non erano sufficienti a meritarli. È stato stabilito nel Ṣaḥīḥ che il Messaggero di Allah — Allah lo benedica e gli conceda la pace — disse: «Nessuno di voi entrerà in Paradiso in virtù delle proprie opere». Gli dissero: «Nemmeno tu, o Messaggero di Allah?». Rispose: «Nemmeno io, a meno che Allah non mi avvolga nella Sua misericordia e nella Sua grazia».

(«Né ci toccherà in essa alcuna fatica, né ci toccherà in essa alcuna stanchezza»), cioè non vi saranno affanno né spossatezza. Sia «fatica» sia «stanchezza» si usano per indicare l’affaticamento; forse si intende negare entrambe le cose, affinché non vi sia fatica né per i loro corpi né per le loro anime. E Allah ne sa di più. Tra queste cose c’è il fatto che nella vita terrena si sottoponevano a grandi sforzi nell’adorazione; entrando in Paradiso, gli obblighi sono stati tolti loro e sono passati a un riposo permanente e duraturo.

Allah l’Altissimo dice: «Mangiate e bevete lietamente per ciò che avete compiuto nei giorni passati» (al-Ḥāqqa, 69:24).

Tafsīr di al-Baghawī

(«E diranno»), cioè: diranno quando entreranno in Paradiso: («Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza»). Le parole «al-ḥuzn» e «al-ḥazan» hanno lo stesso significato, come «al-bukhl» e «al-bakhal» [entrambe indicano l’avarizia]. Ibn ʿAbbās disse: «Si tratta della tristezza per il Fuoco». Qatāda disse: «La tristezza per la morte».

Muqātil disse: «Erano tristi perché non sapevano che cosa Allah avrebbe fatto di loro». ʿIkrima disse: «La tristezza per i peccati e le cattive azioni, e il timore che le opere di obbedienza non fossero accettate». Al-Qāsim disse: «La tristezza per la scomparsa delle benedizioni e per l’instabilità del cuore, e il timore dell’esito finale». Secondo un’altra opinione, si tratta della tristezza per gli orrori del Giorno della Resurrezione.

Al-Kalbī disse: «Tutto ciò che, nella vita terrena, li angustiava riguardo al Giorno della Resurrezione». Saʿīd ibn Jubayr disse: «La preoccupazione per il pane nella vita terrena». Secondo un’altra opinione, si tratta delle preoccupazioni per il sostentamento. Al-Zajjāj disse: «Allah ha allontanato dagli abitanti del Paradiso ogni tristezza, sia quella legata alla vita terrena sia quella legata all’Aldilà».

Abū al-Ḥasan ʿAlī ibn Muḥammad ibn al-Ḍaḥḥāk, il predicatore, ci ha riferito: Abū Isḥāq Ibrāhīm ibn Muḥammad al-Isfarāyinī ci ha narrato: Abū Bakr Aḥmad ibn Ibrāhīm al-Ismāʿīlī ci ha riferito: Abū al-ʿAbbās Aḥmad ibn Muḥammad al-Turābī ci ha narrato: Yaḥyā ibn ʿAbd al-Ḥamīd ci ha narrato, da ʿAbd al-Raḥmān ibn Zayd ibn Aslam, da suo padre, da Ibn ʿUmar, che il Messaggero di Allah — Allah lo benedica e gli conceda la pace — disse: «Coloro che professano “Non c’è divinità all’infuori di Allah” non avranno solitudine nelle loro tombe né al momento della resurrezione.

Mi sembra di vedere quelli che professano “Non c’è divinità all’infuori di Allah” mentre si scrollano la polvere dalla testa e dicono: “Sia lodato Allah, Che ha allontanato da noi la tristezza”».

Le parole dell’Altissimo: («In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente»).

(«Colui che ci ha introdotti»): ci ha fatti entrare. («Nella Dimora della dimora stabile»), cioè nella dimora in cui si risiede. («Per Sua grazia. Né ci toccherà in essa alcuna fatica»), cioè non ci colpiranno affanno né difficoltà, («né ci toccherà in essa alcuna stanchezza»), cioè spossatezza dovuta alla fatica.

Ḥadīth a conferma

Nel Ṣaḥīḥ al-Bukhārī (n. 6549) si tramanda: «Un araldo proclamerà in Paradiso: “In verità sarete sani e non vi ammalerete mai; vivrete e non morirete mai!”»

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